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Il prisma che mette d'accordo web e desktop - Lo scorso inverno, grazie alle miti temperature della Mozilla Foundation, è sbocciato Prism, un nuovo germoglio di Firefox 3 da servire condito di applicazioni web di ultima generazione, per stupire i commensali, soddisfare i palati più raffinati e mettere a dieta tutti i browser dai 10 tab in su.

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cosa è e a cosa serve Prism
installare Prism su Windows, OSX e Linux
utilizzare Prism
• opzioni avanzate e plugin

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Come si usa Prism

Lo scorso inverno, grazie alle miti temperature della Mozilla Foundation, è sbocciato Prism, un nuovo germoglio di Firefox 3 da servire condito di applicazioni web di ultima generazione, per stupire i commensali, soddisfare i palati più raffinati e mettere a dieta tutti i browser dai 10 tab in su.
In questa video guida vediamo come è possibile creare un'applicazione web utilizzando Prism. Per le altre sezioni della guida basta cliccare sui collegamenti collocati sotto al video.



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installare Prism su Windows, OSX e Linux
• utilizzare Prism (sei qui)
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(trascrizione e collegamenti)

Quando avviamo Prism, come abbiamo visto nella guida precedente, viene visualizzata una schermata di configurazione, che serve per creare un collegamento a una pagina web. Tramite questa schermata possiamo cioé creare un'icona da collocare sul desktop, o nel menu Start, che ci permetterà di aprire un sito all'interno di Prism senza passare per il browser. Possiamo creare icone per qualsiasi sito, in modo da poterli aprire velocemente e senza il rischio di confonderli con le altre pagine web aperte nel browser. Una volta creata l'icona di un sito, per aprirlo è sufficiente fare doppio clic su di essa, se si trova sul desktop, o un singolo clic se si trova all'interno del menu Web Apps collocato nel menu Start. Una particolarità interessante è che ogni sito viene aperto in un processo separato e che le dimensioni della finestre vengono sempre memorizzate, cose che rendono ancora più stabile e comodo questo piccolo programma.

Vediamo nel dettaglio cosa è necessario inserire nella schermata per ottenere un'icona come questa.

Per prima cosa dobbiamo inserire l'indirizzo del sito che desideriamo aprire, scrivendolo nel riquadro URL. Quindi decidiamo il nome utilizzando il riquadro Name. Sotto questi due campi ci sono alcune caselle di controllo che possiamo utilizzare per configurare i parametri di funzionamento del programma. Per esempio possiamo decidere se visualizzare la barra degli indirizzi, se visualizzare i messaggi di stato sul bordo inferiore del programma, e se utilizzare delle combinazioni di tasti per andare avanti e indietro nel sito. I tasti utilizzati per questa ultima funzione sono i classici ALT + tasti freccia (sulla tastiera). Inoltre nel caso di Windows possiamo anche visualizzare l'icona del programma nell'area di notifica.

Poco più sotto, nella sezione Create shortcuts, dobbiamo scegliere almeno una posizione in cui salvare l'icona che permetterà di avviare il sito. Nel caso di Windows le opzioni sono tre, mentre per gli altri sistemi operativi ne abbiamo meno. Oltre a decidere se collocare l'icona sul desktop, nel menu Start o nella barra di avvio rapido, possiamo anche cambiare l'icona predefinita del sito con un'altra icona salvata sul nostro computer, cliccando sul pulsante Settings e quindi su Choose image...

Ecco la nostra nuova icona, collocata come previsto sul desktop. Cliccandoci sopra due volte avviamo Prism con il sito che abbiamo appena configurato. Per configurare un altro sito, basta avviare nuovamente Prism dal menu Start. Nel caso di Windows è necessario chiudere però tutte le finestre di Prism già aperte perché un bug di questa versione preliminare impedisce altrimenti di arrivare alla schermata di configurazione

Nella prossima video-guida vedremo alcune configurazioni utili, soprattutto per integrare Flash nel caso di Prism per Linux e per cambiare alcune impostazioni che non sono accessibili dalla schermata di configurazione principale.

(continua)

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Installare Prism su Windows, Linux e OS X

Lo scorso inverno, grazie alle miti temperature della Mozilla Foundation, è sbocciato Prism, un nuovo germoglio di Firefox 3 da servire condito di applicazioni web di ultima generazione, per stupire i commensali, soddisfare i palati più raffinati e mettere a dieta tutti i browser dai 10 tab in su.
Anche se non è ancora disponibile in italiano, Prism può essere facilmente installato su tutti i più importanti sistemi operativi, grazie ai file di installazione indicati nella videoguida e nella trascrizione qui sotto.



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(trascrizione e collegamenti)

Per scaricare Prism inseriamo nella barra degli indirizzi del browser wiki.mozilla.org/Prism. Caricata la pagina, scorriamo l'indice collocato all'inizio e clicchiamo su Latest version per raggiungere velocemente i collegamenti per il download del programma.

Prism è disponibile per tutte le piattaforme, ma visto che sto utilizzando Windows scelgo la versione Install (Windows). Da notare che nel caso di Linux Prism è anche disponibile come pacchetto di facile installazione per Debian o Ubuntu, con estensione deb.

Per avviare l'installazione facciamo doppio clic sul file scaricato, che di solito si trova sul desktop, quindi diamo conferma a tutte le richieste della procedura cliccando su
Next, su Install e per ultimo su Finish.

In base al sistema operativo la procedura di installazione cambia leggermente, ma inizia in ogni caso con un doppio clic sul file che abbiamo scaricato dal sito. Nel caso di Windows, dopo l'installazione potremo avviare Prism come tutti gli altri programmi dal menu Start. Per OS X basterà cliccare sull'icona corrispondente nella cartella Applicazioni del disco rigido, mentre per Ubuntu, nel caso l'icona non risulti disponibile nel menu Applicazioni / Internet, sarà sufficiente aprire il terminale e digitare "prism" tutto in lettere minuscole.

Da questo momento in poi il programma funziona in modo del tutto simile sui vari sistemi operativi con cui è compatibile. Nel prossimo filmato esamineremo il funzionamento di Prism su Windows.


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Cosa è e a cosa serve Prism

Dal punto di vista tecnico Prism è un software molto semplice, quasi banale. Si tratta infatti di Firefox 3 (il nuovo browser in uscita a giugno 2008) privo di pulsanti di navigazione e di barra degli indirizzi. Il suo vecchio nome "webrunner" è meno evocativo, ma cattura meglio l'idea. Infatti Prism fornisce una finestra dedicata a un singolo sito web, senza tutti gli strumenti che solitamente affollano le finestre dei browser. Appena due o tre anni fa questa idea sarebbe risultata incomprensibile, ma ora che siamo sempre più abituati a utilizzare applicazioni web, come Gmail, Google Docs, Zoho, Netvibes, Flickr, TheSixtyOne, Box.net, Campfire e tutte le altre, l'idea di Prism è la classica ciliegina sulla torta. Infatti tutti questi siti del cosiddetto web 2.0, costruiti con i mattoni di Ajax, Flash e naturalmente Html, sono caratterizzati da un comportamento molto simile a quello delle normali applicazioni desktop (per es. Microsoft Office), aggiungendo in più la flessibilità e la possibilità di collaborazione e socializzazione tipica delle applicazioni di rete. L'unico difetto delle applicazioni web, è che quando apriamo, per esempio, Google Docs in un tab, può capitare di confondere i tab di navigazione con quello in cui stiamo modificando un documento. È quindi molto facile perdere parte del nostro lavoro, chiudendo inavvertitamente la finestra del browser, compreso il tab incriminato. Quello che Prism ci permette di fare è separare un sito qualsiasi dal browser che utilizziamo per navigare. Al di là del fatto che essendo separati, se il browser si blocca non tocca l'applicazione che gira su Prism, la cosa più importante è che la finestra dell'applicazione risulta chiaramente distinta da quella del browser. Sembra un dettaglio, ma semplifica decisamente la vita e non solo quella dei più esperti. Ora infatti è possibile risolvere il classico dei classici "Ho aperto internet e non si vede la posta elettronica". Basta infatti installare Prism sul computer (Windows, Mac o Linux) del malcapitato per creare un collegamento sul desktop pronto per essere lanciato con il classico doppio clic, per esempio Gmail, senza rischiare che venga confuso con il browser e senza rischiare che sia danneggiato da virus e troiani che amano passeggiare per Internet Explorer.
Perché Prism, ancora in versione beta, ma decisamente stabile, diventi il santo graal della portabilità, soprattutto per i notebook c'è bisogno che supporti anche le applicazioni web offline, ovvero che permetta, per esempio, di modificare un documento di Zoho anche quando non siamo collegati alla rete, ma per questo bisogna aspettare. Il supporto alle estensioni di Firefox permetterà di installare Google Gears su Prism solo quando sarà disponibile per Firefox 3. Nessun problema invece per Flash, Java e tutti gli altri plugin normalmente utilizzati durante la navigazione.



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Installare i driver ATI 8.1 su Ubuntu

Continua la lenta evoluzione dei driver ATI per Linux, con la versione 8.01, pubblicata lo scorso 17 gennaio. Come nel caso precedente non può mancare un link al forum di Phoronix, in cui vengono evidenziati alcuni dei problemi che non sono ancora stati risolti. Secondo le note di rilascio di ATI il nuovo driver ora dovrebbe riconoscere le mode lines del file di configurazione di Xorg (xorg.conf), problema che personalmente non ho avuto modo di riscontrare. In compenso resta il fastidioso difetto dello screensaver di Gnome, che provoca un lampeggiamento dello schermo invece della consueta dissolvenza.

[per continuare a leggere clicca sul titolo dell'articolo]


Anche lo scrolling di Firefox continua a essere rallentato quando gli effetti sono attivati, ma alcune migliorie sono evidenti nella gestione del 3D, ed è facile notarlo provando gli screensaver OpenGL di Ubuntu che ora risultano tutti funzionanti. Ho aggiornato il tutorial della versione 7.12 alla 8.01, seguendo i passi indicati anche da http://wiki.cchtml.com/index.php/Ubuntu_Gutsy_Installation_Guide dove è possibile trovare indicazioni aggiuntive per casi particolari. Il tutorial si riferisce all'installazione dei nuovi driver ATI su Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon, ma all'indirizzo https://help.ubuntu.com/community/Repositories/Ubuntu è possibile trovare un tutorial dettagliato anche per le versioni precedenti.


1. Preparare il sistema

L'ultima versione di Ubuntu facilita il processo di installazione perché non abbiamo bisogno di aggiungere i repository Universe e Multiverse, già abilitati di default. Ci sono comunque alcune dipendenze che è necessario soddisfare prima di iniziare l'installazione. Per chi ha già installato la versione 7.12 del driver di ATI non è necessario, ma per tutti gli altri basta lanciare questi comandi per ottenere dalla rete tutto quello che serve:

sudo apt-get update
sudo apt-get install module-assistant build-essential fakeroot dh-make debhelper \
debconf libstdc++5 linux-headers-generic dkms


Quindi apriamo Sistema > Amministrazione > Gestore pacchetti Synaptic e clicchiamo su Cerca. Nella casella di ricerca inseriamo fglrx e attendiamo che il sistema completi la ricerca. È necessario disinstallare solo i pacchetti che contengono nel nome (è quello nella colonna Pacchetto) la sigla fglrx, cliccando con il tasto destro su ogni voce e infine su Applica.



Per sicurezza inviamo anche questo comando:

sudo rm /usr/lib/libGL.so*

Ora siamo pronti per creare i pacchetti deb di installazione a partire dal file scaricato dal sito di AMD (qui il collegamento diretto). Il comando da lanciare nella stessa directory in cui abbiamo scaricato il file è:

sudo bash ati-driver-installer-8-01-x86.x86_64.run --buildpkg Ubuntu/gutsy



Se qualcosa va storto e state usando il file da una directory remota, provate a copiarlo sul desktop e ripetere l'operazione. Se invece state utilizzando un sistema amd64/x86_64 provate a seguire i passi indicati qui prima di proseguire.


2. Eliminare i driver precedenti

Per evitare che il kernel carichi le vecchie versioni del driver dobbiamo modificare il file linux-restricted-modules-common e aggiungere fglrx alla linea “DISABLED_MODULES”. Per farlo possiamo utilizzare gedit o un altro editor di testo:

gksu gedit /etc/default/linux-restricted-modules-common

Ecco il risultato finale nel mio caso:



Non dimentichiamo di cliccare su Salva. Sempre per precauzione rimuoviamo i pacchetti di installazione precedenti con:

sudo rm /usr/src/fglrx-kernel*.deb

3. Installare i driver

Installiamo il driver con il comando:

sudo dpkg -i xorg-driver-fglrx_8.452.1-1*.deb fglrx-kernel-source_8.452.1-1*.deb fglrx-amdcccle_8.452.1-1*.deb



rispondendo sempre Y (per Yes) quando l'installer chiede conferma. Alla fine inviamo il comando:

sudo apt-get install -f


Durante l'installazione viene compilato il modulo del kernel che contiene il driver e quindi in caso il kernel venga aggiornato sarà necessario ripeterla, per fare in modo che il driver sia sempre disponibile.

Se durante l'installazione si verifica un errore che riguarda libGL.so.1 è possibile che ci sia un errore nei permessi del file, correggibile con il comando:
sudo chmod o+r /usr/lib/libGL.so.1.2
Se il problema si ripresenta in seguito, per esempio testando il nuovo driver, è possibile inviare un ulteriore comando:
sudo ln -s /usr/lib/libGL.so.1.2 /usr/lib/libGL.so.1
L'errore non impedisce l'installazione ed è possibile provare a correggerlo anche in seguito. Per ulteriori informazioni v.qui.

Prima di procedere con i passi successivi è necessario riavviare il sistema.


4. Configurazione

Dopo aver installato il driver dobbiamo fare in modo che Xorg lo utilizzi e il modo più veloce per farlo è modificare direttamente il file xorg.conf. Per evitare problemi la cosa migliore è fare una copia di backup con il comando:
sudo cp /etc/X11/xorg.conf /etc/X11/xorg.bak
A questo punto possiamo modificare il file con gedit o con qualsiasi altro editor di testo.
sudo gedit /etc/X11/xorg.conf
La sezione Device da modificare è quella che contiene la stringa “ati” che deve essere sostituita con “fglrx” come indicato nella foto.


Nella stessa sezione è anche consigliabile aggiungere le seguenti opzioni per ottimizzare le prestazioni:
Option "VideoOverlay" "on"
Option "OpenGLOverlay" "off"
Quindi riavviamo il sistema e in seguito selezioniamo Sistema > Amministrazione > Gestore driver con restrizioni e attiviamo il driver ATI restricted.



Per abilitare anche gli effetti 3D dobbiamo modificare nuovamente il file xorg.conf commentando l'ultima parte appena aggiunta dal gestore dei driver con restrizioni, come indicato nell'immagine che segue.


A questo punto, dopo aver riavviato il sistema, possiamo controllare il risultato aprendo il terminale e, digitando il comando fglrxinfo. Bisogna verificare che nella riga OpenGL vendor string sia presente la sigla ATI e non Mesa.


L'immagine si riferisce alla versione 7.12, la release nel caso della versione 8.01 è la 2.1.7276.

Per testare la velocità del nuovo driver possiamo anche utilizzare il comando fgl_glxgears. In caso di problemi la cosa migliore è tornare alla console di testo premendo i tasti CTRL+ALT+F1 , effettuare il login e ripristinare il vecchio xorg.conf precedentemente salvato come backup, con il comando:

sudo mv /etc/X11/xorg.bak /etc/X11/xorg.conf

5. Attivare Compiz

Gli effetti di Compiz possono essere abilitati e disabilitati direttamente dalla finestra Sistema > Preferenze > Aspetto.
Se gli effetti non vengono abilitati, è necessario modificare il file di configurazione di Compiz con il comando sudo gedit /usr/bin/compiz. Prima di tutto occorre aggiungere fglrx all'elenco WHITELIST, come indicato qui:

# Driver whitelist
WHITELIST="fglrx nvidia intel ati radeon i810"

Quindi controllare che a fianco di BLACKLIST_PCIIDS, fra le virgolette non sia elencato niente, come indicato nell'ultima riga qui sotto:

# blacklist based on the pci ids
# BLACKLIST_PCIIDS="$T"
BLACKLIST_PCIIDS=""

Se gli effetti non funzionano neanche così, nello stesso file modificare le seguenti righe:

COMPIZ_BIN_PATH="/usr/local/bin/"
[cambiare con:]
COMPIZ_BIN_PATH="/usr/bin/"

PLUGIN_PATH="/usr/local/lib/compiz/"
[cambiare con:]
PLUGIN_PATH="/usr/lib/compiz/"

COMPIZ_NAME="compiz"
[cambiare con:]
COMPIZ_NAME="compiz.real"

In pratica basta eliminare le parole in rosso e aggiungere .real indicato in verde. Per attivare la nuova configurazione basta salvare il file e non è necessario riavviare né Ubuntu, né Xorg.


6. Disinstallare il driver

Per ritornare al driver open, o al vecchio driver proprietario cominciamo togliendo il segno di spunta nel Gestore dei driver con restrizioni.
In questo modo sarà disintstallato il nuovo driver, ma durante la procedura di rimozione, che è stata progettata per le vecchie versioni del driver, potrebbe verificarsi un errore come questo:



Come suggerito dalla finestra di Synaptic, è sufficiente espandere il pannello terminale sottostante per scoprire quale file ha impedito la rimozione del nuovo driver. Si tratta del file /etc/xdg/compiz/compiz-manager.ubuntu che può essere rimosso con il comando:

sudo rm /etc/xdg/compiz/compiz-manager.ubuntu

Nel caso ci siano altri file che bloccano il Gestore dei driver con restrizioni è necessario rimuoverli manualmente nello stesso modo, spulciando nel pannello del terminale per vedere cosa c'è che non va. Dopo la rimozione del driver bisogna riportare il file xorg.conf allo stato precedente, ripristinando il backup come indicato prima, oppure semplicemente sostituendo fglrx con ati e rimuovendo
Option "VideoOverlay" "on" e Option "OpenGLOverlay" "off" nella stessa sezione del file in cui sono stati aggiunti durante l'installazione.

Infine, se avete intenzione di utilizzare il driver open, potrebbe essere necessario reinstallare anche le librerie per il 3D con il comando:

sudo apt-get install --reinstall libgl1-mesa-glx

Per controllare se è necessario reinstallare le librerie per il 3D basta digitare il comando glxgears nel terminale. Se tutto è a posto si apre una finestra con i soliti tre ingranaggi colorati che girano.

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Speciale Voip: SJphone per Windows Mobile

SJphone è forse il miglior programma attualmente disponibile per il Voip con Windows Mobile (per un approfondimento v. qui). Oltre allo standard SIP supporta anche H.323 (il principale standard concorrente) e offre una qualità audio veramente invidiabile anche rispetto ad altri client per PC e alla pietra di paragone Skype, ma non è il massimo quanto a semplicità d'uso. SJphone è infatti un vero kit di sopravvivenza per la giungla degli standard Voip, ma nella maggior parte dei casi risulta anche troppo ricco di opzioni.

[per continuare a leggere clicca sul titolo dell'articolo]

Il motivo di tutta questa complicazione risiede nel fatto che SJphone è una versione dimostrativa (completamente funzionante e senza limiti), che serve a SJ Labs per pubblicizzare le versioni personalizzate vendute ad aziende e provider. La cosa buona è che SJphone è identico su tutte le piattaforme, che oltre a PocketPC 2002/2003/2003SE, Windows CE.NET 4.0/4.2/5.0, Windows Mobile 5.0/6.0 comprendono anche Microsoft Windows 98SE/ME/2K/XP/2003/Vista, Linux e OS X. Ciò significa che in caso di problemi nel configurare un account per un provider Voip, molto probabilmente è disponibile una guida alla configurazione sul sito dello stesso provider o su qualche forum dedicato a sistemi operativi differenti. Vista la penuria di informazioni relative a Windows Mobile è una vera manna. Comunque per far funzionare tutto come si deve le indicazioni che trovate in questo post dovrebbero essere più che sufficienti.

Per quanto riguarda qualità audio e prestazioni della connessione, come nella maggior parte dei casi a parte Fring, i risultati migliori si ottengono con le connessioni WiFi, anche dietro a un firewall (sulla rete Fastweb per esempio funziona senza problemi) e con una buona banda di upload. Per le connessioni Hsdpa e Umts le variazioni di banda realmente disponibile possono creare disturbi e ritardi che rendono le telefonate molto difficoltose. Le connessioni dati Gprs e Gsm sono inaffrontabili, meglio la telepatia.


1. Scaricare il file di installazione

SJphone può essere scaricato direttamente dal sito del produttore accedendo con il browser web alla pagina www.sjlabs.com/sjp.html (anche dallo smartphone). La versione per Windows Mobile 5/6 (sempre con schermo sensibile al tocco) è scaricabile cliccando sul link current builds, quindi su WindowsCE (preview) e infine sul nome della versione più vicina al sistema operativo del nostro terminale (per arrivare direttamente alla pagine cliccate qui).


Non esiste una versione ufficiale per Windows Mobile 6 ma basta scaricare quella per Windows Mobile 5. Anche se il sito avverte che si tratta ancora di una versione beta (che tra l'altro risale e febbraio 2006) e mancano indicazioni ufficiali sui terminali supportati, non ho riscontrato particolari problemi di stabilità o compatibilità, a parte il fatto che non sono riuscito a dirottare l'audio su un auricolare Bluetooth. Sul mio HTC P3600 (WM5) SJphone utilizza senza problemi il microfono integrato, l'altoparlante, lo squillo, e funziona anche con l'auricolare col filo. Per giunta è risultato molto stabile anche dopo giorni di utilizzo continuo, cosa che nel caso di Skype non è mai successa. Se la versione beta non dovesse funzionare è comunque possibile scaricare la versione meno aggiornata per PocketPC 2003 (non SE) che funziona sia su Windows Mobile 5 che 6.

Dalle opinioni che ho raccolto in giro, il programma sembra funzionare bene su molti modelli diversi, ma in alcuni casi non è possibile utilizzare l'auricolare col filo (cosa che è piuttosto fastidiosa, visto l'effetto eco che altrimenti si verifica per tutti i programmi Voip che ho provato). La versione gratuita che si può scaricare dal sito è completamente funzionante, ma è priva del codec G.729 per la codifica della voce. Non è un gran problema visto che sono comunque presenti i codec G.711 A-Law e u-Law, oltre al classico GSM, più che sufficienti per ottenere buoni risultati quando c'è banda a sufficienza. Questo perché G.711 è un codec non compresso simile a WAV che offre una buona qualità della voce, mentre GSM è un codec che può essere usato quando la banda non è molta, ma comprime la voce e riduce considerevolmente la qualità audio. Quando c'è poca banda sarebbe meglio utilizzare G.729, che riduce anche la latenza e occupa appena 8 Kbps, ma come dicevamo questo codec non è incluso. Dovrebbe essere disponibile una versione a pagamento di SJphone che permette di aggiungere anche il codec G.729, ma SJ Labs la vende solo in volumi consistenti ad aziende e provider, quindi per i privati c'è poco da fare. È possibile registrare SJphone direttamente dallo smartphone, ottenendo una chiave di attivazione gratuita valida per cinque licenze, ma non ho riscontrato nessun cambiamento dopo la registrazione, e non sono a conoscenza di altre possibili limitazioni della versione non registrata, quindi non ne vedo la necessità.


2. Installazione e operazioni preliminari

Il file di installazione è disponibile sia come EXE sia come CAB. Chi ha dei dubbi su come installare il programma può seguire questa guida di Smartofino. Prima di procedere con la configurazione di SJphone è necessario aver registrato un account presso un provider Voip che supporta il protocollo SIP (in pratica tutti, a parte quelli che richiedono client proprietari) e conoscere l'indirizzo del suo server proxy SIP utilizzato dallo stesso provider. Il server STUN che viene utilizzato per rilevare il tipo di firewall è già inserito nelle configurazioni predefinite e quindi non serve.


Per esempio, nel caso dei provider Voip italiani più conosciuti i server sono questi:


Euteliavoip: voip.eutelia.it:5060

Messagenet: sip.messagenet.it:5061

Noverca: noverca.com:443

LiberailVoip: sip.liberaivoip.it:5060


Nome utente e password cambiano in base al provider, per esempio EuteliaVoip chiede di inserire come nome utente il numero di telefono, mentre per Noverca no. È quindi importante verificare quali sono questi parametri, che di solito vengono comunicati anche via e-mail al momento della registrazione o della sottoscrizione di un abbonamento.


3. Configurare SJphone

Avviamo SJphone selezionando la sua icona da Start > Programmi. Dopo circa 10 secondi apparirà il wizard di configurazione guidata del microfono e dell'altoparlante:



Lasciando invariate le impostazioni predefinite, proseguiamo tappando sulla freccia a destra e infine su OK. Quindi apparirà la schermata principale di SJPhone. Da qui selezioniamo Menu > Options.


Selezioniamo il tab Profiles. In questa immagine è già presente un profilo per il collegamento a Noverca, ma normalmente dopo l'installazione sono disponibili solo i profili per la connessione diretta fra terminali (PC to PC sia per SIP sia per H.323), un'opzione molto interessante per il collegamento diretto all'interno di una rete locale. I profili sono set di impostazioni che possono essere attivati a piacere, quindi è possibile inserire più di un provider Voip, ma non è possibile rimanere collegati a più di un provider contemporaneamente. Per creare un nuovo profilo tappiamo su New.


Nel campo Profile name scegliamo il nome che vogliamo dare al nostro profilo. In questo caso per ricordarmi a quale provider si riferisce gli darò il nome Messagenet. Non c'è bisogno di inserire niente nel campo File name, perché viene completato automaticamente mentre scriviamo il nome del profilo. L'opzione Calls Through SIP Proxy va già bene così com'è, ma nel caso sono disponibili anche altre impostazioni (v.foto).


Tappiamo su OK, quindi sul tab Initialization in fondo alla schermata successiva. L'unica cosa da modificare in questa pagina è la riga Caller ID. Per alcuni provider Voip è necessario mettere solo il primo segno di spunta per altri bisogna spuntare anche le altre due caselle. La riga Caller ID si riferisce all'invio del proprio numero identificativo, che può essere utilizzato dal provider per l'addebito dei costi di chiamata. Per Noverca l'impostazione è Inquired/Saved/Required, per EuteliaVoip Inquired/Saved e per Messagenet solo Inquired.


Selezioniamo il tab SIP proxy e inseriamo nei campi Proxy domain e User domain il nome del server indicato dal provider (in questo caso sip.messagenet.it). A fianco di Proxy domain, se è stato fornito, inseriamo anche il numero della porta su cui contattare il server (il numero dopo i due punti).




Lasciando tutte le altre opzioni invariate proseguiamo cliccando su Ok. Sarà visualizzata una schermata dove per un errore di programmazione non si vedono i nomi dei campi. Nel primo e terzo campo dobbiamo inserire nome utente/identificativo client sip, nel secondo la password dell'account precedentemente registrato presso il provider del servizio Voip. Per non dover reinserire le informazioni di login tutte le volte che ci colleghiamo basta mettere un segno di spunta a fianco di Save service information permanently.



Dopo aver tappato su Ok due volte di seguito per confermare la configurazione, il client cercherà subito di collegarsi. Se nella parte alta dello schermo appare una scritta come SIP: registered as sip:xxxxx@messagenet.com allora è tutto a posto.



Se invece qualcosa va storto vedremo apparire la scritta not registered. Possiamo provare a modificare il login e ripercorrere la configurazione per controllare che sia tutto a posto. Per tornare alle opzioni basta tappare su Menu > Options > Profiles, selezionare il profilo appena creato e scegliere Initialize per modificare nome utente e password o Edit per modificare i parametri generali di connessione (come server proxy, numero di porta e così via).


È difficile che la registrazione non riesca, quindi se continuano a esserci problemi è probabile che la colpa sia della rete. Per cambiare profilo, se ne abbiamo configurato più di uno basta selezionare Menu > Services e scegliere il profilo selezionato. Nello stesso menu è anche disponibile il comando Reinitialize selected service che permette di effettuare nuovamente il login nel caso la rete sia caduta.


4. Effettuare una chiamata

Possiamo provare subito SJphone chiamando un numero di telefono tradizionale con l'aiuto della tastiera numerica, oppure chiamando direttamente un altro utente sip inserendone l'identificativo nel campo sopra alla tastiera. In fondo alla schermata sono presenti tre tasti con il simbolo della cornetta, che permettono di accedere rispettivamente alle chiamate effettuate, a quelle ricevute e a quelle non risposte.




Cliccando sul simbolo del libro invece possiamo accedere alla rubrica, che purtroppo non coincide con la rubrica dello smartphone. Per accedere alla rubrica di Outlook direttamente da SJPhone occorre infatti tappare su Menu > Contacts e scegliere il tab Outlook Contacts (per renderlo visibile come nella foto qui sotto cliccare sulla freccia di scorrimento verso sinistra). Un'operazione un po' scomoda, ma meglio di niente.




Possiamo provare SJphone anche chiamando il numero telefonico che ci è stato assegnato dal provider Voip. A questo proposito può essere utile il servizio gratuito Free Numbers di Messagenet che è molto comodo per fare qualche test, visto che fornisce numeri geografici con prefissi 02, 06 e 011 a costo zero. Quando riceviamo una chiamata, basta cliccare su Accept nell'avviso che appare in sovraimpressione. Se chiudiamo l'avviso senza volere, è possibile farlo riapparire cliccando sull'icon di SJphone nella barra superiore. Non dobbiamo rimanere sulla schermata di SJphone per ricevere le chiamate, ma è importante che il programma rimanga attivo in background.


Per mettere la linea su occupato, basta cliccare sul pulsante DND in basso a destra nello schermo, ma se non vogliamo neanche effettuare chiamate possiamo semplicemente selezionare Menu > Shut Down e il programma verrà completamente chiuso.


5. Prontooo mi senti?


Se dopo aver effettuato qualche telefonata di prova, l'audio non vi soddisfa potete provare a modificare le impostazioni dei codec per la compressione della voce. Per farlo bisogna attivare la modalità avanzata tappando su Menu > To Advanced Mode (se è presente la scritta To Simple Mode significa che il programma è già in modalità avanzata) e quindi tappare su Menu > Options > Audio.


Qui clicchiamo sul pulsante Codecs. Nella schermata dei codec in questa versione di SJphone non sono presenti i codec iLBC che quasi tutti i provider Voip consigliano di disabilitare. In compenso possiamo cambiare la priorità dei codec spostando in cima quelli che intendiamo utilizzare per primi, oppure disabilitando quelli che non vogliamo proprio utilizzare. Nella schermata ho lasciato invariata la configurazione iniziale, ma nel caso vi capiti di telefonare spesso in condizioni di banda precaria, è consigliabile mettere al primo posto il codec GSM ed eventualmente disabilitare gli altri.



Per disabilitare un codec basta selezionarlo, quindi cliccare sul pulsante Properties e togliere il segno di spunta a fianco di Enable codec, quindi dare conferma con Ok. Ripeto che comunque nella maggior parte dei casi non c'è bisogno di cambiare niente.



Dopo essere tornati alla schermata delle opzioni Audio tappando su Ok o su Cancel, possiamo provare a modificare un'altra serie di opzioni che permettono di ridurre ritardi e interruzioni, accessibili cliccando sul pulsante Advanced Settings (sempre da Menu > Options > Audio). I valori da modificare qui dipendono veramente dalle condizioni della rete e dalle vostre preferenze personali. Aumentando la capacità del buffer (Driver buffer size, msec) si riducono le interruzioni, ma si aumenta il ritardo. Per alcune situazioni un valore di 40 msec può risultare più adeguato. Per quanto riguarda le altre impostazioni è consigliabile inserire valori compresi tra 2 e 6 (i valori ottimali sono indicati nella schermata qui sotto).




Se i toni della tastiera telefonica sono troppo alti e fastidiosi possiamo mettere un segno di spunta a fianco di Disable local DTMF playback, mentre per ridurre il carico sulla rete in caso la banda non sia molta è consigliabile mettere un segno di spunta a fianco di Do Not Send Silence. I valori predefiniti possono essere ripristinati in qualsiasi momento cliccando sul pulsante Use Default.



L'ultimo ostacolo da superare se siete arrivati fin qui e ancora non siete soddisfatti del funzionamento del programma, sono i colli di bottiglia nella rete e gli altri programmi che usano intensamente la connessione a internet (come i programmi P2P). Questi ultimi riducono in genere le prestazioni dei software Voip sia perché consumano tutta la banda disponibile, sia perché alcuni provider internet riducono automaticamente la banda a disposizione di chi usa programmi di filesharing. I migliori candidati a disturbare un software Voip sono naturalmente BitTorrent ed Emule, ma riducendo il numero di connessioni e la banda (soprattutto in upload se avete una connessione Adsl) dovrebbe essere possibile risolvere la maggior parte dei problemi. Un approccio più sofisticato è intervenire sul router, riservando una parte della banda allo smartphone su cui abbiamo installato SJphone, ma in genere i router WiFi consumer non offrono questa funzione (detta anche QoS).


6. Le meraviglie del WiFi di Windows Mobile

La gestione del WiFi di Windows Mobile non è il massimo per tenere un programma continuamente attivo e collegato alla rete, perché basta spegnere lo schermo per scollegarsi dalla rete. SJphone permette di disabilitare la gestione del risparmio energetico quando è in funzione cliccando su Menu > Options > CE options e mettendo un segno di spunta a fianco di Disable power save.



Per far durare di più la batteria possiamo ridurre la luminosità dello schermo (Start > Impostazioni > Sistema > Retroilluminazione), ma chiaramente questa non è la soluzione ideale del problema. Se non usiamo SJphone per ricevere chiamate, ma solo per effettuarle possiamo anche mettere un segno di spunta a fianco di Restore power save... per fare in modo che quando la chiamata termina il risparmio energetico venga ripristinato (disconnettendo di conseguenza la rete dopo un certo periodo di tempo).



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Mail push con il server Imap di Gmail

Google ha attivato su un numero imprecisato di account Gmail il protocollo IMAP, che permette di gestire l'e-mail in modo molto più evoluto rispetto a POP3, e offre a chi usa uno smartphone funzionalità simili a quelle dei BlackBerry. Grazie a IMAP infatti i messaggi in arrivo sul server di posta vengono inviati immediatamente al terminale senza bisogno di un controllo periodico della casella e-mail ed è possibile sincronizzare cartelle personalizzate o collegarsi contemporaneamente alla stessa casella di posta da postazioni diverse, il tutto risparmiando tempo e dati. Per chi ha attivato una casella Gmail in italiano, il supporto IMAP sembra non essere ancora disponibile, ma basta cambiare la lingua dell'interfaccia per veder apparire il nuovo protocollo. La guida che segue naturalmente è valida anche per altri servizi di posta elettronica che offrono l'accesso IMAP.

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Vista le particolarità di Gmail, l'attivazione dell'accesso IMAP ha sollevato qualche dubbio circa la gestione delle cartelle e delle etichette, ma la soluzione adottata da Google è piuttosto semplice. Possiamo sincronizzare tutte le cartelle standard di Gmail, compresa quella della posta inviata, con qualsiasi client configurato per l'accesso IMAP. Quindi se inviamo un messaggio dal nostro smartphone sarà presente nella cartella Sent Mail di Microsoft Outlook e dell'interfaccia web di Gmail. Allo stesso modo possiamo controllare anche i messaggi importanti (starred), lo spam, le bozze e il cestino.
Quando invece mettiamo un messaggio in una cartella personalizzata (p.es: Lavoro) nell'interfaccia web di Gmail lo troveremo archiviato nella cartella principale, ma con l'etichetta corrispondente. Viceversa, le etichette già definite all'interno di Gmail saranno visualizzate come cartelle all'interno di Outlook contenenti i messaggi etichettati. Non siamo obbligati a mantenere una sfilza di cartelle per tutte le etichette che abbiamo definito, visto che i client permettono di sottoscrivere solo le cartelle che desideriamo e i messaggi etichettati risultano comunque visibili anche nelle cartelle principali (posta in arrivo, tutti i messaggi, e così via).
Naturalmente possiamo accedere a tutti messaggi, anche quelli già letti e archiviati, da qualsiasi terminale, senza le complicazioni tipiche di POP3.
Infine, se il client che utilizziamo lo supporta, i messaggi in arrivo vengono recapitati immediatamente senza bisogno di impostare controlli periodici come succede con POP3, ma mantenendo semplicemente attiva la connessione con il server. Il consumo di dati per scaricare le intestazioni dei messaggi può essere comunque ingente, ed è quindi consigliabile fare attenzione ai costi nel caso ci si connetta via cellulare.

Il servizio di Google è gratuito ed è pressoché senza limiti (al momento la casella gratuita offre 6 GB di spazio di archiviazione, ma è possibile aumentare la capacità pagando un abbonamento annuale), inoltre con poche semplici impostazioni possiamo dirottare anche altre caselle di posta su Gmail, creando un hub per la gestione della posta elettronica accessibile dal PC, dallo smartphone e dal web.

Attivare il protocollo IMAP su Gmail

Utilizzando l'interfaccia in italiano almeno per il momento non possiamo sapere se sul nostro account Gmail è stato attivato il supporto IMAP, quindi per prima cosa occorre attivare l'interfaccia in inglese. Prima di applicare questa modifica è consigliabile svuotare la cartella Posta indesiderata, perché altrimenti quando attiveremo l'interfaccia in inglese questa etichetta non verrà più riconosciuta da Gmail e ci ritroveremo tutto lo spam nella Posta in arrivo.


Fatto questo, clicchiamo sul collegamento Impostazioni collocato in alto a destra nella pagina di Gmail.



Qui modifichiamo Lingua di visualizzazione di Gmail in English (US), quindi scendiamo in fondo alla pagina e clicchiamo sul pulsante Salva modifiche.



L'interfaccia visualizza automaticamente la casella di posta in arrivo, chiamata Inbox perché abbiamo cambiato la lingua. Questa volta clicchiamo su Settings. Nella barra arancione dovrebbe essere riportata la dicitura Forwarding and POP/IMAP. Non c'è bisogno di abilitare il protocollo IMAP perché è abilitato di default, ma se non è presente c'è poco da fare, bisogna aspettare che Google lo attivi anche sul nostro account. Tutti gli account che ho controllato in questi giorni sono risultati abilitati.



Configurare il client di posta elettronica sul PC

Per questa guida ho utilizzato Microsoft Outlook 2007, ma passi del tutto analoghi possono essere applicati anche nel caso di altri programmi (per una guida alla confgigurazione di Thunderbird, Outlook Express, Apple Mail, Windows Mail potete visitare questa pagina ). I parametri genarali da utilizzare sono questi:

posta in entrata: imap.gmail.com
(abilitare SSL e utilizzare la porta 993)

posta in uscita: smtp.gmail.com
(abilitare TLS e utilizzare la porta 465 o 587)

nome utente: nome@gmail.com

indirizzo e-mail: nome@gmail.com

password: password di Gmail


Per configurare Outlook clicchiamo su Strumenti > Impostazioni account. Quindi creiamo un nuovo account cliccando su Nuovo.



Nella prima schermata clicchiamo su Avanti, lasciando invariata la selezione Microsft Exchange , POP3, IMAP o HTTP.



Nella schermata successiva mettiamo un segno di spunta a fianco di Configura manualmente le impostazioni del server, e clicchiamo su Avanti.



Quindi selezioniamo Posta elettronica Internet e procediamo al passo successivo, sempre con un clic su Avanti. Inseriamo il nostro nome completo, l'indirizzo di Gmail e scegliamo come Tipo account IMAP. Nei campi sottostanti è necessario inserire come server di posta in arrivo imap.gmail.com e come server di posta in uscita smtp.gmail.com. Infine inseriamo Nome utente (comprensivo di @gmail.com) e password corrispondente, ma prima di procedere clicchiamo sul pulsante Altre impostazioni.



Clicchiamo su Impostazioni avanzate, quindi impostiamo SSL e TLS rispettivamente nel primo e nel secondo menu. La porta del server di posta in arrivo dovrebbe essere automaticamente configurata su 993, mentre per quella della posta in uscita sarà necessario intervenire manualmente inserendo il numero 587.



Prima di salvare le impostazioni, clicchiamo su Server della posta in uscita e mettiamo un segno di spunta a fianco di Il server della posta in uscita (SMTP) richiede l'autenticazione. Quindi diamo conferma cliccando su OK.



Ora il nostro account è pronto. Basta cliccare su Avanti e su Fine per avviare la sincronizzazione dei messaggi con la nostra casella Gmail.



Utilizzare Outlook 2007 per accedere via IMAP a Gmail

La casella IMAP che abbiamo appena configurato non confluisce nelle cartelle locali di Outlook, ma crea una nuova serie di cartelle, comprese una nuova cartella per la Posta in arrivo e una per la Posta indesiderata. Questa organizzazione delle cartelle è tipica di IMAP ed è indispensabile per sincronizzare correttamente i vari client e il server di posta.



Il bello di IMAP, soprattutto per chi utilizza una connessione dati su rete cellulare, è che non scarica subito i messaggi e gli allegati, ma solo le intestazioni. Inoltre solo la cartella Posta in arrivo viene sincronizzata automaticamente, mentre per le altre è necessario cliccarci sopra col mouse.



La prima volta che inviamo un messaggio dal nuovo account, Outlook ci chiede di specificare la cartella della posta inviata. Basta cliccare su Scegli cartella > Scegli una cartella esistente e selezionare Sent Mail come indicato in questa schermata:



Oltre alla comodità di avere a disposizione la cartella della posta inviata, quella dello spam (in cui a volte possono capitare messaggi che spam non sono) e quella dei messaggi importanti (Starred - contrassegnati anche dalla consueta bandierina rossa), una caratteristica molto interessante è che possiamo accedere anche a tutti i messaggi già archiviati cliccando su All Mail.



Se invece abbiamo aggiunto una o più etichette ai messaggi su Gmail, queste appaiono come cartelle nel client di posta elettronica. Se le cartelle delle etichette non sono visibili, nel caso di Outlook basta cliccare col tasto destro sul nome dell'account e selezionare Aggiorna elenco cartelle.



La caratteristica più importante di IMAP è che finché siamo collegati al server i messaggi in arrivo vengono scaricati immediatamente, senza bisogno di controlli periodici della casella di posta, e con un occupazione di banda ridottissima, grazie alla modalità push.



La connessione alla casella avviene auotmaticamente, ma se scolleghiamo il PC da internet, può essere necessario cliccare su File > Connetti a.



Configurare lo
smartphone

Tutti i client di posta elettronica pre-installati sugli smartphone sono in grado di accedere al server IMAP di Gmail, a parte VersaMail per PalmOS che però può essere sostituito con il client a pagamento Snapper Mail. Per una guida alla configurazione degli smartphone BlackBerry, Windows Mobile, Palm OS e iPhone la pagina di riferimento è sempre http://mail.google.com/... . Non tutti però supportano la modalità push.

Per provare la nuova posta di Gmail con IMAP ho scelto il "vecchio" Nokia N70. Anche se si tratta di un S60 seconda edizione, le differenze rispetto ai modelli S60 terza edizione sono minime, almeno per quanto riguarda la configurazione. Per configurare l'account IMAP su uno smartphone S60 apriamo Messaggi, quindi selezioniamo in sequenza Opzioni > Impostazioni > E-mail > Caselle e-mail.



Se non è già presente una casella di e-mail, lo smartphone ci chiederà se vogliamo crearne una. In questo caso naturalmente risponderemo . Se invece è già stata configurata almeno una casella di e-mail dovremo selezionare Opzioni > Nuova cas. e-mail. Da notare che non è possibile convertire un account POP3 già configurato in un account IMAP.



Selezioniamo Impost. caselle e-mail, quindi inseriamo il nome che intendiamo dare alla casella (un nome arbitrario per distinguerla dalle altre), selezioniamo il punto d'accesso (che naturalmente può essere anche un access point Wi Fi precedentemente registrato) e inseriamo l'indirizzo di e-mail della nostra casella Gmail.



Scorriamo verso il basso per continuare la configurazione dell'account. Per il server di posta in uscita ineriamo smtp.gmail.com, quindi lasciamo invariato Invia messaggio / Immediato e inseriamo il nostro nome utente completo di @gmail.com.



Procedendo, nei campi successivi inseriamo la password corrispondente all'account di Gmail, quindi come server di posta in arrivo inseriamo imap.gmail.com, e selezioniamo come tipo di casella IMAP4.



L'ultimo passo è attivare la Protezione, scegliendo le porte 993/995.



Per salvare tutte le impostazioni che abbiamo appena inserito basta premere Indietro. Prima di proseguire possiamo anche scegliere le cartelle IMAP che vogliamo sottoscrivere, oltre alla cartella della posta in arrivo. Basta selezionare Impostazioni utente > Cartelle sottoscritte senza uscire dalle impostazioni della casella che abbiamo appena creato. Lo smartphone chiederà di connettersi alla casella per recuperare le informazioni sulle cartelle. In caso il certificato risulti inattendibile non c'è da preoccuparsi, basta selezionare Opzioni > Continua.



Dall'elenco delle cartelle possiamo selezionare quelle che desideriamo siano visibili anche sullo smartphone. Basta navigare con la croce direzionale e premere al centro per far apparire o eliminare un segno di spunta. Allo stesso modo possiamo anche aprire la cartella Gmail per far apparire la posta inviata, lo spam e tutte le cartelle standard. Per salvare le impostazioni come sempre basta premere Indietro.

Accedere alla casella IMAP con lo smartphone

Come nel caso delle normali caselle POP3, per accedere alla nostra casella IMAP dobbiamo semplicemente aprire l'applicazione Messaggi, selezionare l'account che abbiamo appena creato e premere Opzioni > Connetti.



Lo smartphone utilizzerà il punto di accesso predefinito per accedere alla casella di posta elettronica e a fianco della casella apparirà un simbolo nero simile a una farfalla.



Basta premere al centro della croce direzionale per accedere alle intestazioni dei messaggi. Nel caso abbiamo sottoscritto altre cartelle oltre a quella della posta in arrivo, è necessario selezionare la cartella InBox.



I messaggi inviati dall'N70 naturalmente risulteranno visibili sia nella cartella Sent mail di Gmail, sia nella cartella locale della Posta inviata dell'applicazione Messaggi.



Effettuata la connessione alla casella se lo smartphone supporta la modalità push verremo avvisati automaticamente dell'arrivo di nuovi messaggi, almeno fino a quando non chiuderemo la connessione alla casella (Opzioni > Disconnetti) e la rete risulta accessibile.



Se invece il client non supporta la modalità push sarà necessario stabilire un intervallo per il recupero automatico, come succede nel caso dei normali account POP3. In ogni caso, per chi utilizza una connessione su rete cellulare è consigliabile attivare un abbonamento a traffico incluso che offra un buon margine di sicurezza, evitando accuratamente tutti gli abbonamenti a tempo, che rischiano di diventare un salasso insostenibile soprattutto se ogni volta che ci colleghiamo per controllare la posta viene addebitato uno scatto di 15 minuti. Per evitare di scaricare troppo velocemente la batteria se rimaniamo continuamente collegati al server IMAP è inoltre preferibile bloccare il telefono sulla rete GSM al posto di UMTS/3G. Nel caso dell'N70 questa impostazione è accessibile da Strumenti > Impostaz. > Rete > Modalità rete.



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