Continua la lenta evoluzione dei driver proprietari delle schede grafiche ATI su Linux, di bugfix in bugfix. Nel changelog di AMD appaiono finalmente anche le schede FireGL e il supporto a OpenSUSE 10.3 .
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Secondo quanto riferito dal wiki non ufficiale, è stato anche risolto il problema con lo SLUB allocator dei nuovi kernel, attivato di default in Ubuntu 7.10, e questo significa che finalmente l'ibernazione funziona. Entro pochi giorni proverò a installare i nuovi driver e posterò un tutorial dettagliato su Smartofino. Per scaricare i driver potete cliccare direttamente qui.
Primo piano:
Mappa dell'articolo (i link saranno disponibili con la pubblicazione dei post corrispondenti):
• cosa è e a cosa serve Prism
• installare Prism su Windows, OSX e Linux
• utilizzare Prism
• opzioni avanzate e plugin
In evidenza:
Online la versione 7.12 dei driver proprietari di ATI per Linux
Categoria: notizie novità e aggiornamenti
Probabile a breve lo storage online di Google
Il buon vecchio GmailFS , Gmail Drive e tutti gli hack che fino a oggi ci hanno permesso di utilizzare le caselle di Gmail come un disco rigido per archiviare qualsiasi tipo di file, a confronto delle indiscrezioni che stanno montando circa il nuovo servizio di archiviazione online firmato Google sono bazzecole. A quanto pare infatti il nuovo hard disk virtuale potrebbe partire da un'offerta gratuita di 50 GByte, e fornire a prezzi molto competitivi capacità superiori. Il margine di Google anche con capacità di archiviazione così elevate sarebbe comunque superiore a quello degli stessi produttori di dischi rigidi.
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Secondo i calcoli di iSuppli infatti Google dovrebbe ottenere risultati molto positivi già con la sola pubblicità collocata sul sito del proprio servizio di archiviazione. Con una stima di 4,2 milioni di utenti che potrebbero utilizzare il sistema e una rendita di 50 $ per utente derivanti esclusivamente dai ricavi pubblicitari, Google dovrebbe essere in grado di incassare 210 milioni di dollari all'anno, mentre per offrire 50 Gbyte di spazio di archiviazione per utente, Google dovrebbe installare 210.000 dischi rigidi da 1 Tbyte, per una spesa complessiva di 52,5 milioni di dollari.
Il margine di guadagno di Google grazie alla pubblicità sarebbe quindi del 75% mentre per i produttori di dischi rigidi non raggiunge neanche il 20%.
Un disco rigido virtuale così capiente sarebbe molto utile anche per lanciare nuovi dispositivi Android, che potrebbero agilmente sostituire i notebook e offrire un'autonomia d'utilizzo decisamente superiore grazie all'assenza di disco rigido. La forte dipendenza dalla rete limiterebbe comunque le possibilità di utilizzo di questi ipotetici dispositivi agli hotspot WiFi, almeno per il momento.
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iPod Touch e iPhone a confronto, pezzo per pezzo
La società di consulenza iSuppli (che annovera fra i propri clienti Nokia, Dell, Samsung, Motorola, IBM, Intel e Qualcomm, solo per citarne alcuni in ordine sparso) ha pubblicato un interessante analisi delle differenze fra iPod Touch e iPhone, mettendo a confronto singoli componenti e prezzi.
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In linea con i precedenti iPod, anche per il nuovo iPod Touch il costo dei componenti necessari per la produzione (Bill of Materials) è circa la metà del prezzo a cui il prodotto finito viene venduto. Nel costo dei materiali naturalmente non sono inclusi i costi di progettazione e commercializzazione, che sono difficilmente quantificabili. Il componente che incide di più sul costo dei materiali è la memoria NAND che nel caso della versione a 8 GB costa 40 $ e corrisponde al 25,8% del costo totale. Seguono lo schermo (21,99$), il sensore touch applicato allo schermo (21,70 $), il processore (13,19 $) e la memoria SDRAM da 128 KB (12$). Tutti questi componenti sono presenti anche nell'iPhone, ma l'iPod Touch presenta anche alcune importanti differenze, legate soprattutto alla miniaturizzazione. Per esempio il circuito stampato (Printed Circuit Board o PCB) è in una sola scheda e utilizza alcuni componenti ad alta miniaturizzazione che non si trovano neanche nell'iPhone, come i diodi e i componenti passivi del modulo WLAN.
Mancano naturalmente tutte le funzionalità telefoniche, il Bluetooth e alcuni componenti software, ma l'iPod Touch presenta un design più sofisticato e probabilmente è destinato a sopravvivere anche alla versione UMTS di iPhone, prevista per il primo trimestre del 2008. In questo modo l'iPod Touch confermerebbe la strategia fin qui seguita da Apple, di far uscire una nuova generazione di Ipod una volta ogni 12 mesi. Tra iPod Nano e iPod Touch, rimarrebbero schiacciati gli iPod con disco rigido, destinati a scomparire confermando la tendenza secondo la quale gli utenti sono disposti a rinunciare alla capacità di archiviazione in cambio di un display di ultima generazione e altre caratteristiche innovative.
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Categoria: notizie novità e aggiornamenti
Cominciano le certificazioni per il WiMax in versione mobile
Il WiMax Forum ha iniziato la certificazione dei dispositivi Mobile WiMax nel proprio laboratorio in Spagna, e a breve cominceranno a funzionare a pieno regime anche altri quattro laboratori in USA, Taiwan, Cina e Corea. Il nuovo standard già sperimentato da più di 300 operatori in 65 paesi diversi, permette di stabilire una connessione WiMax anche in movimento, così come è già possibile fare con le connessioni Gprs, Umts e Hsdpa su rete cellulare. La velocità del WiMax accoppiata alla piena libertà di movimento sarà probabilmente la vera killer application del nuovo standard, e una seria minaccia per gli investimenti sulla rete Umts da parte dei gestori di telefonia mobile.
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L'inaugurazione del laboratorio spagnolo significa che all'inizio del 2008 saranno già disponibili i primi dispositivi Mobile WiMax certificiati ufficialmente e che provider e utenti potranno acquistare dispositivi di rete pienamente compatibili anche se prodotti da marchi diversi. Il ritardo accumulato dall'Italia nell'implementazione del WiMax potrebbe favorire la diffusione del nuovo standard, ma il fatto che i gestori di telefonia mobile abbiano potuto accedere all'asta per le frequenze non promette novità eclatanti, almeno a breve.
L'annuncio del WiMax Forum è disponibile qui.
Peso aggiuntivo dopo la cura: voip a basso costo in mobilità? Stanca, Gasparri, Gentiloni dicono no! Per il bene del Paese, meglio mandare avanti la Spagna.
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Le batterie agli ioni di lito aumenteranno di 10 volte la propria capacità
Un articolo pubblicato su Nature Nanotechnology da Yu Cui, professore di Scienza e Ingegneria dei Materiali all'Università di Stanford, ha dimostrato che è possibile utilizzare nanofili di silicone per incrementare la capacità delle batterie agli ioni di litio di 10 volte, senza ridurre il numero di cicli. Ciò significa che un notebook che raggiunge un'autonomia di 2 ore con le normali batterie al litio, con le nuove batterie potrebbe raggiungere ben 20 ore.
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Le nuove batterie potrebbero essere utilizzate non solo negli ambiti tradizionali come notebook e cellulari, ma anche nell'industria automobilistica per veicoli elettrici e come accumulatori per conservare l'energia prodotta dai pannelli solari. La nuova tecnologia è in corso di registrazione e presto Yu Cui deciderà se fondare una propria azienda o stringere un accordo con un produttore di batterie. Il processo produttivo è stato estesamente studiato dal gruppo di ricerca di Stanford e a quanto pare è pronto per essere replicato su ampia scala.
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La release candidate del Service Pack 3 di XP è online
Microsoft ha da poco reso disponibile la release candidate del più recente Service Pack di Windows XP. Il pacchetto di aggiornamenti, per ora solo in inglese, può essere scaricato da qui. È ancora una versione di test e verrà sostituita dalla versione definitiva all'inizio del 2008.
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Nel forum di supporto si registrano le prime lamentele di chi ha scoperto che l'aggiornamento ha una scadenza, ma non è chiaro se il limite sia a 90 o 180 giorni. Per chi non utilizza un'installazione di Windows XP in inglese, l'aggiornamento naturalmente non è possibile, ma è probabile che presto vengano messe online altre versioni localizzate, tra cui anche quella in italiano.
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Niente ibernazione per il nuovo driver Ati su Ubuntu
Contrariamente a quanto tutti ci aspettavamo, i nuovi driver Ati 7.11 per Linux non permettono di sospendere o ibernare il notebook se si utilizza uno dei kernel più recenti, come nel caso di Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon. Il problema si verifica a partire dal kernel 2.6.22. L'unico modo per aggirarlo se utilizzate Ubuntu è restare alla 7.04 Feisty Fawn, oppure continuare a utilizzare i driver open source, ammesso che supportino la scheda grafica installata nel notebook.
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Il tutorial per l'installazione del nuovo driver che avevo previsto per Smartofino è quindi rimandato, fino a quando questa caratteristica fondamentale per chi utilizza Ubuntu su un notebook non sarà correttamente supportata anche dai driver proprietari di AMD/ATI. Se continua così è meglio aspettare i nuovi driver open source.
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Regalo di Natale, gli Mp3 schiacchiano i formati protetti
Le aziende che da tempo sostengono la liceità delle tecnologie di protezione del diritto d'autore e continuano a finanziare organismi come RIAA e IFPI, stanno rocambolescamente affrettandosi a convertire i propri cataloghi in Mp3. La buona notizia viene da Billboard, il magazine per i professionisti della scena musicale, di proprietà di un conglemerato olandese e della multinazionale dell'informazione Nielsen Company (ex VNU).
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Dopo EMI e Universal (UMG), che hanno già capitolato, fuori dal gioco ci sarebbero solo Warner Music e Sony, ma i rumors raccolti da Billboard e le notizie che si accavallano in questa concitata fine d'anno, fanno pensare che forse è veramente arrivato il momento per seppellire le tecnologie DRM. Ricapitolando:
- Billboard sottolinea che l'ultima promozione di Pepsi è incentrata sul download di Mp3 attraverso lo store Amazon Mp3 (3% delle vendite di file e 6% delle vendite di CD negli USA), e non l'iTunes Store (70% del mercato dei file musicali) e i suoi formati proprietari e protetti come era successo in precedenza.
- WalMart, appena entrata nel mercato della musica online con un modesto 2%, ma dentetrice del 22% delle vendite di CD, è pronta a eliminare tutti i file in formato Windows Media Audio entro gennaio 2008, in favore degli Mp3, e avrebbe inviato un ultimatum ai fornitori recalcitranti.
- Sony BMG ha ridotto la pressione sui distributori indipendenti in occasione degli accordi con lo store Amazon Mp3 e sta pensando a un programma pilota di distribuzione di file Mp3.
- EMI sta riducendo il proprio sostegno finanziario alla RIAA e al suo omologo internazionale IFPI, che continuano a prodigarsi nel favorire legislazioni da gestapo e procedimenti giudiziari improponibili, e sopravvivono solo grazie ai contributi delle grandi etichette discografiche.
- Anche Edgar Bronfman CEO dell'irriducibile Warner Music ha recentemente ammesso "Siamo inavvertitamente entrati in conflitto con i consumatori negando loro ciò che volevano e che avrebbero comunque potuto trovare in altro modo, e come risultato, naturalmente, i consumatori hanno vinto".
Perché gli organismi privati (RIAA, IFPI, SIAE) che fino a oggi hanno difeso il diritto d'autore pre-internet si adeguino al nuovo clima ci vorrà tempo, e probabilmente assisteremo ancora a molte iniziative repressive eclatanti, frutto del progressivo disorientamento dei loro vertici sempre più privi di referenti, ma per le major un calo di vendite di CD del 18,6% anno su anno è un segnale inequivocabile e urgente. L'unica tecnologia che può sostituire il CD è uno standard largamente accettato come l'Mp3, al quale dopo più di 16 anni dalla standardizzazione ufficiale, anche l'industria discografica sembra finalmente pronta ad adeguarsi.
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È ufficiale l'aggiornamento di Windows Mobile 6
La voce circola in rete già da tempo, ma secondo il sito francese Mobinaute è finalmente ufficiale l'aggiornamento di Windows Mobile 6 entro il primo trimestre del 2008. Non è ancora chiaro se si chiamerà Windows Mobile 6.1 o Windows Mobile 6 Second Edition, ma sicuramente non sarà disponibile su palmari e smartphone prima del secondo trimestre del 2008.
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I terminali WM6 acquistati entro i 18 mesi precedenti potranno comunque essere aggiornati senza problemi, perché dal punto di vista hardware non cambia niente (l'aggiornamento è stato presentato su un Htc TyTN II e su un Samsung Blackjack II). La versione 7 di Windows Mobile è quindi rimandata al 2009.
Peso aggiuntivo dopo la cura: Steve Ballmer non usa l'iPhone
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Nuovi beta-tester per il Service Pack di Vista
Sul blog ufficiale degli sviluppatori di Windows Vista è apparso un lungo post di Nick White a proposito delle prestazioni del nuovo sistema operativo, già aspramente criticate dalla maggioranza degli utenti e stroncate da benchmark impietosi. A parte le scuse accampate, in cui viene messo in rilievo che l'esperienza d'uso è comunque più importante delle prestazioni (ma chissà perché copiare un file su Vista è un vero calvario, mentre su Ubuntu l'esperienza d'uso non intralcia il filesystem) in coda al post, Nick annuncia che molto presto sarà aumentato il numero di utenti ammessi al programma di testing per la Release Candidate del Service Pack 1 di Vista.
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Nick sostiene che nel passaggio dalla Beta alla RC ha percepito un netto miglioramento di prestazioni. Sarà, ma questo miglioramento continua a sembrare piuttosto sfuggevole, e le poche migliorie all'usabilità del sistema operativo non hanno nessuna relazione con l'enorme spreco di risorse di Vista. Nessuno per ora sembra preoccuparsi per la durata delle batterie dei notebook, ridotta in modo preoccupante dall'utilizzo intenso di scheda grafica e disco rigido, con o senza Ready Boost, ma chiaramente sarà solo una questione di esperienza d'uso.
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Anche Windows Mobile apre i docx
Finalmente anche Windows Mobile 5 for PocketPC e Windows Mobile 6 possono aprire i file Docx, Xlsx e Pptx creati da Office 2007 grazie a un aggiornamento della suite mobile di Office scaricabile dal sito di Microsoft a questo indirizzo.
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Dopo più di un anno di attesa, pensavo che Microsoft si fosse persa nelle nebbie. Il supporto Open XML di Microsoft naturalmente non ha niente a che fare con i formati di OpenOffice, ovvero Open Document Format. Questi possono essere aperti solo da chi ha un S60, grazie a un programmino noto come Mobile Office disponibile qui.
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Windows XP più veloce grazie al Service Pack 3
Su exo.blog (il blog ufficiale dell'exo.performance.network) è apparso un interessante confronto fra le prestazioni di due sistemi identici, uno aggiornato al Service Pack 1 di Windows Vista e l'altro al Service Pack 3 (v.3244) di Windows XP. A quanto pare Windows XP guadagna un ulteriore vantaggio del 10% rispetto a Vista, grazie all'aggiornamento.
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Le prestazioni di Vista con il nuovo SP1 sono invece rimaste pressoché invariate. Il vecchio Windows XP continua così a battere Windows Vista su tutti i fronti: non solo Windows XP è più adatto ai notebook perché garantisce un'autonomia decisamente superiore, ma rimane imbattibile per prestazioni.
I test di exo.blog sono stati effettuati utilizzando OfficeBench su due Dell XPS M1710 identici (Cpu Intel Core 2 Duo da 2 GHz, 1 GB di Ram e scheda grafica Nvidia GeForce 7900GS). Il problema della configurazione utilizzata è il quantitativo di memoria, che nel caso di Vista è chiaramente insufficiente. Resta il fatto che OS X e Linux superano ampiamente le prestazioni di Vista, senza richiedere più di 1 GB di Ram, con tutti gli effetti speciali, "le funzioni avanzate", il "WOW!" di Vista, se non meglio. Non vale la pena cambiare un vecchio notebook, che arriva a malapena a 1 GB di memoria massima, se abbiamo a disposizione Ubuntu.
Peso aggiuntivo dopo la cura: Windows Vista segue le orme di Windows ME
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Sono arrivati i nuovi driver ATI/AMD per Linux
Finalmente la versione 8.43 dei driver ATI/AMD per Linux, ribattezzata secondo le nuove direttive sulle versioni "7.11" (che sta per novembre/2007), è arrivata. Nel nuovo driver c'è il supporto per il kernel 2.6.23.
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Significa che finalmente non ci dovrebbero essere problemi a utilizzare l'ibernazione e la sospensione con i driver restricted, un'ottima notizia per chi usa un notebook con l'ultima versione di Ubuntu (7.10 Gutsy Gibbon). Per chi non lo sapesse i nuovi driver a codice chiuso supportano AIGLX, rendendo quindi possibile attivare gli effetti speciali di Compiz-Fusion anche senza passare per XGL. Appena avrò provato i nuovi driver sul mio notebook Ubuntu pubblicherò una guida per l'installazione. Intanto qui c'è il link per scaricarli dal sito di ATI: ati.amd.com/support/drivers/linux/linux-radeon.html
Peso aggiuntivo dopo la cura: cubo rotante, finestre fluttuanti, fuoco e fiamme sullo schermo del notebook.
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Un fondo anti-RIAA dalla Free Software Foundation
La Free Software Foundation ha creato un fondo per l'assistenza legale che permetterà di portare nei tribunali americani le cause sul filesharing finora risoltesi con un patteggiamento, con l'obiettivo di stabilire dei precedenti favorevoli al libero scambio di file su internet. Chi vuole contribuire via PayPal o carta di credito può compilare il form www.fsf.org/associate/riaa.
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Oltre alla riforma della legislazione sul copyright, la Fsf sostiene anche il bando alle tecnologie di protezione del diritto d'autore (DRM) che abbondano su smartphone e lettori di Mp3, e impediscono, per esempio, di trasferire un file protetto acquistato su iTunes Store, in dispositivi che non abbiano il marchio Apple. Nei prossimi post Smartofino descriverà come è possibile convertire i file m4p acquistati su iTunes Store in un formato leggibile anche da lettori di Mp3, palmari e smartphone diversi da iPod e iPhone.
Peso aggiuntivo dopo la cura: una strana sensazione di aver fatto qualcosa di concreto.
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